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In un paesaggio innevato, dipinto su due mattonelle collegate orizzontalmente, si svolge la scena di seguito descritta. Si tratta di un cervo che corre con la distintiva grazia che caratterizza questi animali, viene qui ritratto mentre, con disinvoltura ed eleganza evita un tronco posto sulla neve. Sullo sfondo alberi e cespugli ingialliti dal freddo e in lontananza, chiudono la scena le bianche montagne e l’azzurro del cielo. Viene riprodotto su qesto mattonaccio a cupola un tralcio di vite con un grappolo di uva bianca circondata da foglie e viticci, il tutto è racchiuso all’estremità con un rifilo e una bordatura marrone.

Un guerriero occupa l’intero scenario del fiasco in oggetto. A cingere il capo non è un normale elmo, ma una composizione dove i decori del tradizionale siciliano ne entrano a far parte organicamente in particolare, nel disegnare un cigno e nell’ispessimento della parte anteriore e dell’intera merlatura dell’orlo inferiore, a completare il copricapo è, al centro della merlatura sul laterale, un fiore, fresco e delicato e un morbido pennacchio. Anche il basamento è riempito dai colori e dai decori tipici dello stile siciliano e termina in basso con una treccia su fondo blu, stesso colore dei manici. Dai rifasci della bocca superiore emerge invece un intarsio che qui viene lasciato nudo rivelando il colore bruno rossastro dell’argilla cotta.

Una delle geometrie, dell’instancabile ingegno degli artisti siciliani, viene rivelata in questo fiasco. E’ la natura in questo caso a dare l’ispirazione, viene reinterpretata, su fondo blu, nell’intreccio più grande, richiamata al centro con un grande fiore e nella chiusura della cornice con le ingiallite foglie d’acanto. A chiudere, sul basamento e nella bocca superiore, sono stati usati il verde l’aracio e il blu.

Una delle pose più eleganti, caratteristica dei cani da caccia, viene qui descritta su sei mattonelle. Il soggetto in questione è un pointer pezzato, rigido e fermato, tiene la zampa destra alzata, la coda verso l’alto e il naso divaricato, pronto a scagliarsi sulla preda fiutata. Il verde della natura ha ormai ceduto il posto ai colori caldi dell’autunno e anche il cielo ha rinunciato al suo azzurro intenso, tingendosi di toni rosei.

E’ la stagione della caccia, una beccaccia viene colpita da un cacciatore affiancato dal suo cane, che aspettava in un campo ingiallito. La scena è descritta accuratamente, in modo particolare per quanto riguarda il piumaggio del volatile, su due mattonelle collegate orizzontalmente. Dietro l’infelice preda fa da sfondo un albero spoglio che assieme al campo e ai rami secchi in fondo colorano con toni caldi l’intera immagine.